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Villa Fersen, un tempo cupa dimora di dandy estenuati
dall'oppio, è oggi uno dei luoghi presentati nei dépliant
per il rito del banchetto. Mentre gli scogli solitari del Faro
sono lo sfondo più amato da spose miliardarie per festeggiare
il loro primo sì. Sono i matrimoni capresi, non più privilegio
degli isolani, ma evento organizzato on line. Nozze tra sogno
e business. Del resto, realizzare questo desiderio è costoso
ma semplice. La prenotazione è veloce, il servizio completo,
basta pagare e c'è tutto quello che occorre: i fiori e
il bus per gli ospiti, i gadget e i fuochi pirotecnici, la truccatrice
e il coordinatore. Non manca la cena in riva al mare dove anche
la luna è doc: garantisce l'azienda turistica.
Le nozze all'ombra dei Faraglioni sono diventate uno degli eventi che l'isola
sponsorizza con grande professionalità e disincanto. Un tempo erano
i napoletani a volersi sposare alla Canzone del Mare. Ora c'è una lunga
lista di stranieri, da New York a Tokio, da Monaco al New England, che si prenotano
per dire "sì" tra il profumo delle zagare e quello del limoncello.
Basta cliccare su Internet, dare nome, indirizzo, numero degli ospiti e una
serie di altri dettagli futili ma fondamentali. A quel punto decolla il "matrimonio
turistico", una macchina da guerra perfettamente oliata.
« Ci siamo accorti che c'era una forte richiesta e ci siamo indirizzati
al mercato estero», spiega Gianni Chervatin, ex direttore del Quisisana,
oggi a capo di Capriwedding, costola di Capri Eventi: «Le maggiori prenotazioni
vengono dall'America, poi giapponesi e tedeschi. Cosa vogliono? Il fascino di
Capri. Al resto pensiamo noi. La cena può variare dai 30 ai 250 euro a
persona, lo spettacolo pirotecnico va dai 750 ai 10 mila euro, l'orchestra o
il d dai mille ai 2 mila. C'è poi l'organizzazione dell'ospitalità per
gli invitati. I festeggiamenti avvengono al Faro, alla Fontelina, alla Canzone
dei Mare».
Ci sono stati matrimoni con 250 invitati e altri che hanno richiesto tre giorni
di festeggiamenti, come quello avvenuto a giugno tra Meg Harney e Chris Ferguson,
figli di famiglie americane multimiliardarie, habitué dell'isola, che
hanno festeggiato tra gite in motoyacht, party alla Capannina e galà al
Quisisana. «Fu impressionante quello avvenuto I'11 settembre, il giorno
del crollo delle Torri>, racconta Renato Esposito, raffinato conoscitore
dell'isola e gestore dell'hotel li gatto bianco: «Il corteo nuziale sfilava
in piazzetta con tanto di damigelle, quando si diffuse la notizia dell'attacco
terroristico: la festa si trasformò in dramma». I matrimoni nell'isola
però non si sono fermati, <'si prenotano anche con anni d'anticipo,
poi a volte il fidanzamento va a monte e si lasciano prima di arrivare alle
nozze a Capri».
Non tutto fila sempre liscio nel set da cartolina. Da un paio d'anni a Capri
sono vietati i matrimoni religiosi per turisti, solo chi fa parte della parrocchia
può avere il privilegio del fatidico "sì" sull'isola.
La decisione è stata sancita da un decreto vescovile che ha suscitato
molte polemiche. Da allora sono permessi ai non residenti solo i matrimoni
civili e quelli con altro rito religioso. Ma c'è chi non demorde. Come
una coppia americana che ha avuto la dispensa del cardinale di Chicago per
potersi sposare ovunque. Così sono sbarcati sull'isola con tanto di
prete e si sono sposati nella chiesa evangelica.
info@capriwedding.com
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